Formicaleone

La somiglianza e il suo contrario – “Una di due” di Daniel Sada

Due sorelle gemelle identiche fra loro, un’infanzia difficile e una vita da adulte in completa simbiosi. Gloria e Constituciòn sono le protagoniste del romanzo di Daniel Sada, Una di due (alter ego, 2021)un racconto a metà fra l’assurdo e il verosimile in cui vige la diade a scapito dell’unità, almeno fino a quando l’arrivo di un uomo non farà esplodere una passione irrefrenabile e… indivisibile. È possibile assomigliarsi così tanto al punto che nessuno in paese riesca a sapere con sicurezza quale delle sorelle si trova di fronte? In effetti, per volere di Dio o forse del demonio, le due donne con il passare del tempo e la vecchiaia che incalza sono sempre più uguali fra loro, tranne che per un neo. È un miracolo e una maledizione insieme.

«E tra una sciocca risata e l’altra, il racconto doloroso delle loro vite infelici ripercorreva la mente di ciascuna come una pellicola di immagini febbrili in cui le circostanze – affastellandosi – creavano un vuoto, un vuoto che nel bene e nel male faceva da contrappunto a ciò che non erano né sarebbero mai state: due esseri differenti, due idee distinte, due promesse in cerca di unità.»

Nel lavoro in sartoria le sorelle Gamal sono attente, precise, non si perdono in chiacchiere. Un cartello all’ingresso del negozio recita in chiaro che i clienti devono limitarsi alle proprie richieste, senza impicciarsi d’altro, e così funziona: pieghe da cucire, ritagli da fare, fino a notte fonda, per mettere via dei risparmi, perché il futuro va tenuto d’occhio, anche se non promette illusioni. È proprio dalla sartoria che le gemelle sono ripartite. Da piccole, dopo la prematura scomparsa dei genitori, sono state allevate dalla zia Soledad che le ha cresciute con una sola ed unica raccomandazione: quella di sposarsi, perché il tramonto di una vita in solitudine sarebbe stato atroce. Ma dove trovare un uomo in grado di innamorarsi di una soltanto? Un uomo capace di riconoscerle quella unicità che un rapporto sincero richiede?

Un bel giorno trovarono sotto la porta di casa un biglietto da parte della zia: presto ci sarebbe stato il matrimonio del cugino, vi avrebbero preso parte tanti bei uomini, si trattava allora di organizzare, poteva essere la loro buona occasione per trovare marito. Ma era ovvio che non avrebbero potuto partecipare entrambe, occorreva scegliere, tirare a sorte e vedere a chi delle due avrebbe arriso la fortuna. 

«E dunque lo stravolgimento. Lo sposalizio. Separarsi. Provare a vedere se in tal modo: la gnosi di un miracolo: l’inconsueta apparizione di un fidanzato. Ma per una soltanto, perché tutte e due proprio no. Ne parlarono a lungo, pro e contro…Decisero chi sarebbe andata a Nadadores lanciando una moneta. Testa o croce?»

La fortunata giunge alla festa e il vento dell’amore finalmente la travolge. Lui si chiama Oscar e fa l’allevatore, svezza capre e cresce maiali. Crea scompiglio, le sorelle si abbandonano ad una mutua gelosia, sono complici e avversarie, amiche e rivali, amano e odiano, è la diade, è l’unità.

Daniel Sada, prolifico autore messicano scomparso pochi anni fa, gioca con una tensione particolare, che suscita risate e compassione allo stesso tempo. Compassione per due donne incapaci, di fronte all’amore, di augurarsi una reciproca felicità; risate per una narrazione che, col sostegno di una stramba punteggiatura, rende l’idea di una continua verità in disvelamento. Si tratta di una verità dinamica che in ogni istante può convertirsi nel suo contrario o magari aprire le porte a nuove e autentiche certezze. Il lettore affonda così il naso fra le pagine, stravolto dalla curiosità e da uno stile decisamente inconsueto. 

«Guardando indietro, tutto si riduceva al segno propizio di voler tornare a essere gemelle ritirate nei propri gusci. Ciò che erano sempre state: la passione di essere una che non è mai del tutto: due, qui, tante cose. Fusione rielaborata».


(In copertina: Il doppio segreto, 1927 – René Magritte)

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