Formicaleone

Il richiamo delle divinità – Squali al tempo dei salvatori

Una terra che comanda, isola magica che attira e respinge, che parla un linguaggio inaccessibile alla ragione ma diretto ai corpi, al sangue e alle ossa. Sono le Hawaii, che provano a conservarsi dinnanzi agli spietati interessi di un’America in avanzato stato di decomposizione capitalistica. Sono le Hawaii, protette dagli spiriti che lanciano messaggi e che hanno bisogno di qualcuno che possa incarnare una potenza tanto forte quanto invisibile. Il romanzo di esordio di Kawai Strong Washburn si intitola Squali al tempo dei salvatori (edizioni e/o 2021) ed è un intreccio di motivi famigliari che si snodano in un contesto di crisi economica e di migrazioni necessarie alla ricerca di vite migliori. 

Ci sono Malia e Augie, mamma e papà di Dean, Nainoa e Kaui. La parola e la prospettiva della storia sono affidate a ciascuno di loro singolarmente, di pagina in pagina cambiano i registri, i contesti, geografici e percettivi, ma in comune rimane il tentativo di farsi strada in mezzo agli haole, i ricchi dalla pelle bianca. 

«Sul serio, mi sentivo dentro tutti i re del passato, ma di brutto, mi pareva di averli proprio nel cuore, me li sentivo cantare nel sangue. Li vedevo lì con me, anche senza chiudere gli occhi. Eravamo uguali, io e loro: mi ero lanciato nel lungo strappo di cielo tra le Hawaii e la terraferma, avevo visto le griglie di luci delle città del continente, i grattacieli e le autostrade che andavano avanti all’infinito, tutte bianco e oro.»

La vita di tutti e cinque cambia con la chiusura delle piantagioni di canna da zucchero, che davano lavoro agli abitanti dell’isola. Della famiglia il prescelto è Nainoa, che ha una marcia in più, ma non nel senso di una qualche spiccata capacità fisica o intellettiva, quelle erano comuni pure ai suoi fratelli. No, si va molto oltre. Nainoa ha dei poteri, ha la capacità di far tornare a battere cuori fermi, di curare ferite sanguinanti, però non sa nemmeno lui come ci riesce e la sua storia è quella di un interrogativo continuo alla ricerca di un senso. I genitori una spiegazione l’hanno trovata. Nainoa è stato concepito in una notte in cui gli spiriti dell’isola, gli spiriti degli antenati comuni, erano in marcia nella valle di Waipi’o ed è come se gli avessero concesso una benedizione, al contempo dono e condanna. 

«Credo che quel giorno del cimitero sia stata la prima volta che abbiamo capito veramente l’entità del tuo potere. Se tu appartenevi più agli dèi che a noi – se eri qualcosa di nuovo, se dovevi ricreare completamente le isole, se eri tutti gli antichi re raccolti nel corpo di un ragazzino – allora era ovvio che non potevo essere io a guidarti verso il tuo pieno potenziale». 

Dean gioca a basket ed è in perenne competizione con il fratello, perché in famiglia si parla sempre e solo di lui, di quello che riesce a fare, di come la gente arriva anche a pagare pur di averci a che fare. Anche Kaui, nascente ingegnere, lo percepisce. Entrambi credono di non contare nulla e per questo provano a farsi strada. Sbarcano in America, fanno cose diverse, tirano a campare e cercano di mettere via qualche soldo. Anche Nainoa lascia l’isola, lavora come medico su un’ambulanza a Portland, fino a quando non può più ignorare il richiamo della valle.

«La famiglia di Saad è un milione di anni avanti alla mia. La casa puzza dei loro soldi. (…) Se qualcuno mi chiedesse cosa significano i soldi, io direi questo: che qualunque cosa fai, ti sembra di avere il mondo solido sotto i piedi».

Kawai Strong Washburn riesce magistralmente a legare in un tutto organico la vita emancipata delle città americane, le feste del college, le sbronze, l’agonismo sportivo, lo smog e i lavori malpagati con i suoni della natura, le danze tribali, la spiritualità ancestrale, i colori e i profumi di una terra assolata. Questa lettura è insieme un viaggio fra quel che rimane di un’ atavica religiosità e l’audace resistenza alle ingiustizie sociali, a un destino che sembra segnato. A contenere tale molteplicità è la famiglia, intreccio di rapporti che si reggono sull’amore ma anche sui non detti e su troppe attenzioni mancate. 


(In copertina: foto di Valentina Di Cesare)

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