Formicaleone

Quattro poesie di Carlo Tosetti

Senda nueva
 
Dicevi: “non ascolto
la musica se morta”, ma guidando
l’auto lungo i tornanti propinavi
a tutti i rabbuiati Senda Nueva
e scesi a valle – in conche soffocanti,
quei forni fra i massicci del Tirolo –
languivi tu di fronte alla ferita
aperta in un versante, piaga immane.
Bussavano i tuoi studi sulle rocce,
ne piangevi al pensiero delle frane
amate, intanto il suono doloroso
andino richiamava nubi scure
sulle imponenti cime e intorno a noi
sfogliava il vento i rami nelle fratte.

Sulla collina
 
Chiamavi la mattina, raccontavi
del sonno frammentato, infimo, breve,
sorbivi la mia scarna conferenza
enfatica sui nostri meridiani
(dicono, sai, che i morti sezionati
ci neghino risposte sui misteri).
 
Dormi bene ora, l’aria di collina
gela – sono scheletri i peri – e scesa
s’attaglia la nebbia al galoppatoio.
Sveglia le volpi potresti svisare:
balugina l’occhio astuto, riemerge
dal bosco cupo, lesto corre un gatto di luco.

Carburo
 
Al lancio del carburo m’istigavi
dentro alle vasche antiche, pietre lisce,
fra le donne piegate al lavatoio,
per il fascino che hanno le reazioni
chimiche in estate, quando vagano
i bambini soggetti alle stagioni.
Poi non so che cosa abbia tu incontrato.
Io Pavese, le miniere; a me ronza
negli orecchi il dispiacere, la tremula
fiammella, con l’odore dello sputo
 
e dell’acetilene.

A Gao

A Gao levano le ancore ricolmi
i mercantili, esplodono di carichi 
di bestie, palpitanti; s’affacciano 
baracche sul deserto, s’imboccano 
le ardenti varie rottedell’immenso
primo mare, ch’è sogno differente:
effimere le piste, è liquefatta
la sabbia – evoca l’acqua – e riarse braccia
spuntano, mummie, e zampe di carcasse. 
Perscrutano i negrieri l’orizzonte,
le tempeste lontane, polverose
e nella muta notte guida l’Orsa 
Maggiore, brilla la meta polare.
L’infetta a molti l’onta del ritorno,
dei risparmi persi. Alcuni, feroci,
barattano la donna col futuro
– tramontano nel Mali abbandonate,
   schiave di sesso, morte prostitute  –
e pochi prendono ambiti i tuguri,
ci fanno barberie, nelle preziose  
baracche ci aggiustano rottami di motori.


Carlo Tosetti vive a Sirtori (LC). Pubbblicazioni: Le stelle intorno ad Halley (LibroItaliano, 2000), Mus Norvegicus (Aletti, 2004), Wunderkammer (Pietre Vive, 2016), La crepa madre (Pietre Vive, 2020). Scritti e recensioni sono presenti su diverse riviste, come: Nazione Indiana, Poetarum Silva, YAWP, L’EstroVerso, Perigeion, Cartesensibili.

(In copertina: foto di Valentina Di Cesare)

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