Formicaleone

Cosa accadde davvero a Evie Benson

[di Gianluca Massimini]

Dopo aver dato alle stampe Ordo Mortis, un thriller psicologico dalle tinte esoteriche che lo ha imposto nel 2019 all’attenzione dei lettori, Salvatore Conaci torna in libreria con il thriller Cosa accadde davvero a Evie Benson (Bookabook), un romanzo che ci racconta una storia torbida dalle pieghe inaspettate, di stretta attualità per i temi toccati, in cui osserviamo la protagonista Evie Benson scivolare inesorabilmente tra le spire di un amore ingannevole e pericoloso. 

La vicenda si svolge a Rockport, nel Maine, nei giorni a cavallo tra il dicembre 2019 e il gennaio 2020. Poco prima dell’ultimo dell’anno Evie Benson, donna dall’indole dolce e sognatrice, talent scout e affermato agente letterario, decide di riunire una comitiva di amici di vecchia data in una villa chiamata “Rosa nel ghiaccio” per festeggiare i vent’anni di sodalizio.
Il soggiorno nella struttura ricettiva, narrato da una molteplicità di punti di vista che corrispondono a quelli dei personaggi presenti, è dunque l’occasione giusta per il lettore per familiarizzare con ogni membro del gruppo, per sondare l’animo e il carattere di ognuno, per carpirne gli aspetti contraddittori e per conoscerne i segreti, anche quelli più reconditi, così come per apprendere con dovizia di particolari il passato ancora ingombrante di Evie che, suo malgrado, qualche anno prima è caduta vittima di un episodio di catfishing, plagiata da un falso profilo on line, episodio che l’ha segnata duramente e che ancora ne condiziona, nonostante la sua volontà di riprendersi, la vita di tutti i giorni

Mi sono rialzata, ho combattuto gli attacchi di panico, il giudizio spietato della gente, il disagio occasionale e improvviso che mi rovinava le giornate. Ho quasi ripreso in mano la mia vita. Non voglio lasciare spazio e ossigeno ai fantasmi, al trauma, a ciò che è accaduto allora.“.

È una storia, suggerita all’autore dall’intervento in una trasmissione radiofonica di un’ascoltatrice che affermava di vivere un amore esclusivamente virtuale con il suo presunto partner e dall’ascolto casuale dei discorsi di una piccola comitiva di giovani incontrata in un cinema, in cui i temi proposti sono tanti e tutti interessanti, come anche gli spunti di riflessione, riguardanti in modo particolare i social e lo spazio da loro conquistato nella nostra quotidianità, la loro capacità di influenzare le nostre scelte, la nostra condotta, come pure l’accento posto sull’attendibilità delle identità digitali, così facilmente falsibicabili, spesso artefatte e idonee a prestarsi a giochi poco leciti e poco raccomandabili.

Quando è sotto la protezione del velo impenetrabile della solitudine, però, diventa Liam Fontanesi, un affascinante ricercatore indipendente di Antropologia della religione, (…)  Un giovane uomo atletico, prestante ed elegante. Un professionista impegnato, colto, preso da una vita interessante, fatta di viaggi lussuosi, missioni accademiche in Paesi esotici e pericolosi. Un uomo ricco ma mai eccessivo, che farebbe girare la testa a qualunque donna con un minimo di buongusto.

Particolarmente significativa è l’evidenza data all’eventualità che il mondo virtuale possa andare a colmare le carenze affettive e relazionali dei singoli, generando una sorta di compensazione a livello psichico che a lungo termine però può sfuggire di mano, conducendo i soggetti, e nel caso del romanzo la vittima, su strade ignote e molto pericolose. Non è una novità, in effetti, che amori ed amicizie nati e coltivati in rete possano alla lunga rivelarsi fatui ed inconsistenti, nonché insidiosi per la propria incolumità. 

Quando l’amicizia va in frantumi, i suoi cocci ti ammazzano.” sostiene Kim, uno dei personaggi.

Non meno importante, però, è l’attenzione riservata da Conaci al ruolo dell’amicizia, tema che risulta essere anch’esso centrale visto che la vicenda narrata ci conduce a piè pari tra le gelosie e le antipatie presenti all’interno della comitiva frequentata da Evie, a cui non vanno disgiunti quello dell’ipocrisia e dell’affetto bugiardo, del rancore nascosto e covato nell’ombra, tutti atteggiamenti o sentimenti di per sé discutibili che possono indurre chiunque a dar fiducia alle persone sbagliate. Appare infatti fin troppo chiaro, a leggere del destino di Evie Benson, che basta davvero poco per cadere vittime di un inganno, soprattutto ad opera di chi non sospettiamo, ancor più se si è fragili a livello emotivo e si è abituati a chiudere gli occhi perché non si vuol vedere. Valgano allora come monito per coloro che si accingono a sfogliare le belle pagine di questo thriller le domande che lo stesso autore si pone nella postfazione: 

Quali sentimenti mi nascondono, davvero, le persone a me vicine? Cosa ci spinge a vedere una relazione anche dove una relazione non esiste?


(In copertina: foto di Costantino Tuccori)

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