Formicaleone

Con il fiato sospeso – Il sale della terra di Jeanine Cummins

I cartelli della droga, gli omicidi impuniti e i poliziotti corrotti. Questa è diventata Acapulco, splendida cittadina nello stato di Guerrero, in Messico. È qui che vivono Lydia, Sebastián e il figlio Luca, di 8 anni. Acapulco però non è solo il marcio che passa dalla cronaca nera, ma è anche una bella casa, una vita con tutte le comodità, è anche il piatto ricolmo ogni giorno, più volte al giorno. Acapulco è il lavoro di Sebastián, giornalista affermato, è la libreria di Lydia, piccolo mondo fatto di storie, è anche la scuola, gli amici e una cameretta calda e accogliente solo per Luca. Un giorno, durante la quinceañera, la festa dei quindici anni della nipote di Lydia, mentre tutta la famiglia è in giardino per la grigliata, mentre i ragazzini giocano a fútbol, arrivano degli uomini armati che crivellano di colpi uno alla volta tutti i presenti. 

Si apre così, con una carneficina che spezza sedici vite, il romanzo di Jeanine Cummins, Il sale della terra (Feltrinelli 2020). Soltanto Lydia e Luca per via di un’assurda coincidenza riescono a salvarsi. Da quel giorno però niente è più lo stesso. Lydia sa chi sono i responsabili, sa che il cartello che negli ultimi tempi gestisce gli affari in città, quello dei Jardineros, aveva sua marito come bersaglio. E ha fatto centro. 

“Il fotografo della scena del crimine posa la macchina fotografica sul tavolo, accanto al bicchiere che ha ancora sul bordo uno sbaffo del rossetto color cioccolato di Lydia. I cubetti di ghiaccio si sono sciolti e c’è una piccola pozza di condensa sul tovagliolino. È ancora umido, e a Lydia sembra impossibile che la sua vita sia andata completamente in pezzi in meno tempo di quello che impiega un anello di condensa ad evaporare nell’atmosfera.”

Restare in Messico, provare a ricominciare lì dove tutto è finito è impossibile, perché Lydia e suo figlio sono ancora nel mirino del boss che sa bene come rintracciarli. Ha collaboratori ovunque, affiliati in ogni angolo, sotto le divise delle autorità, nella polizia di frontiera, persino fra i dipendenti degli hotel. Bisogna andare via e raggiungere gli Stati Uniti, ma farlo di nascosto, non come dei turisti qualsiasi. L’unica possibilità, scartate tutte le altre, è seguire la rotta dei migranti.

“Lei e Luca sono migranti per davvero. È ciò che sono diventati. E quel semplice fatto, in mezzo a tutte le altre nuove e dure realtà che deve affrontare, le toglie il respiro. Per tutta la vita ha compatito quei poverini. Ha fatto donazioni in denaro. Con la curiosità distaccata delle classi agiate, si è chiesta in che condizioni spaventose vivessero per convincersi a partire.”

Lydia e Luca sono costretti a salire a bordo della “Bestia”, il treno merci che ogni giorno trasporta centinaia di migranti in condizioni disumane e pericolosissime. Sulla Bestia si può morire in tanti modi, schiacciati fra i vagoni in curva, scivolando dai tetti o schiantando i propri corpi contro i cavalcavia. Eppure soltanto così possono spostarsi senza lasciare tracce nei database degli aeroporti. Fra una città e un’altra si appoggiano ai centri d’accoglienza, trovano ristoro, voci gentili, uomini e donne intrisi di dolore, ma ancora capaci di sorridere. Conoscono Rebeca e Soledad, due giovani sorelle in cerca di una vita migliore. Tutti e quattro insieme condivideranno il terrore di una pistola puntata in fronte, il dramma delle violenze sessuali, la minaccia dell’abbandono alla mercé di guardie spietate, in un capannone fuori dal mondo. 

Per fortuna dietro ogni notte c’è sempre una nuova alba che dona sollievo, insieme alla consapevolezza di essere ancora vivi dopo istanti di terrore, ma la strada è lunga e per arrivare nel Norte ci vogliono molti soldi. Così bisogna pagare un coyote che sia affidabile e in grado di organizzare la rischiosa traversata nel deserto. Lydia, Luca e una decina di altri migranti, ciascuno con la proprie perdite e un immenso bagaglio di speranza, affideranno a El Chacal tutto ciò che rimane loro. 

Jeanine Cummins racconta una vicenda intensa, commovente e dolorosa. Chi legge sente sulla propria pelle la brutalità degli omicidi narrati e si emoziona per la bontà di certe anime che tanta miseria hanno attraversato. Il realismo della storia, il suo incedere senza soluzione di continuità, sono una finestra su di un mondo lontano che rapisce, ripugna e affascina insieme.


(In copertina: foto di Raffaele Auteri)

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