Formicaleone

TerraRossa Edizioni

Che cosa significa oggi, nell’era del digitale, degli audiolibri, scegliere di pubblicare su carta? Un sogno romantico, una coraggiosa sfida?
Perché mai? Credo che le diverse forme di fruizione possano convivere; sono le storie, i contenuti, e le forme espressive scelte a essere determinanti. La carta però non teme black-out e non ha bisogno di aggiornamenti continui dei software, per cui tra un decennio potrebbe essere complicato leggere un e-book o ascoltare un audiolibro (ricordate le musicassette o i VHS?), invece un libro potrà sempre essere sfogliato.

L’editoria è ancora “quella giungla” di cui scriveva uno scoraggiato John Fante a Carey McWilliams?
Lo è molto di più, perché i nuovi strumenti tecnologici hanno reso più facile sia produrre e inviare i propri testi (i “manoscritti” di un tempo), sia creare piccole imprese editoriali, talvolta di qualità, molto spesso un po’ improvvisate. Non solo, le case editrici storiche sono quasi tutte state assorbite nei grandi gruppi editoriali snaturando almeno in parte la propria identità, per cui è diventato quasi impossibile discernere chi si occupi di letteratura e chi di intrattenimento e chi provi a seguire entrambe le possibilità.

Qual è la fitta rete di rapporti, compromessi e scelte che stanno dietro alla pubblicazione di un libro? Qual è la cura che dedicate ad ogni storia?
Ci sono traduttori, agenti, autori e collaboratori che ci segnalano degli inediti e altri che giungono semplicemente per mail; ogni nostra pubblicazione ha un suo percorso, non cambia invece la dedizione e la passione con la quale ce ne prendiamo cura, il tentativo di cercare nuove storie e soprattutto nuove scritture .

le case editrici storiche sono quasi tutte state assorbite nei grandi gruppi editoriali snaturando almeno in parte la propria identità, per cui è diventato quasi impossibile discernere chi si occupi di letteratura e chi di intrattenimento

Come nasce il progetto della vostra casa editrice, quali gli obiettivi futuri? Sta andando tutto come vi aspettavate?
Diciamo che la rivoluzione c’è stata all’inizio, quando da editor mi sono ritrovato a fare l’editore, per il resto continuiamo a pubblicare poche opere scelte con estrema attenzione e a pubblicarle in due collane, Sperimentali, dedicata agli inediti di autori con uno stile nuovo e inconfondibile, e Fondanti, in cui riproponiamo opere recenti fuori commercio ma ancora vitali.

In un articolo di Oliver Burkeman dal titolo “Come trovare il tempo per leggere” pubblicato su Internazionale il 7 aprile 2015, il giornalista inglese racconta del paradosso e della sciagura di questo suo amico editor che non trovava più il tempo per leggere. È capitato anche a voi?
Ho la sciagurata fortuna di soffrire di insonnia e le ore della notte sono sempre e solo dedicate alle opere scelte come lettore e non come editor, è però vero che durante il giorno non ho quasi mai la possibilità di leggere quel che vorrei e non quel che dovrei...

Un libro, un film, una canzone.
Mentre morivo di William Faulkner, oppure Seminario sulla gioventù di Aldo Busi? Sceglierne uno è davvero una sofferenza.
Le vite degli altri (ma se me lo richiedessero tra un mese, ne nominerai un altro).
Io scriverò di Rino Gaetano (e qui tra un mese potrei scegliere un’altra canzone, non un altro cantautore).


(In copertina: foto di Iole Cianciosi)

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