Formicaleone

Bottega Errante Edizioni

Che cosa significa oggi, nell’era del digitale, degli audiolibri, scegliere di pubblicare su carta? Un sogno romantico, una coraggiosa sfida?
Teniamo presente che ebook e audiolibri, seppur in crescita, rappresentano ancora, almeno in Italia, settori marginali rispetto al cartaceo; quindi, chi voglia vivere di questo deve confrontarsi con l’amata e vecchia carta. La sfida vera è sfruttare tutti i nuovi supporti, adeguare i testi al digitale, trasformare la lettura in un’azione dinamica e non statica. E non credo che audiolibri e ebook provocheranno la sparizione del cartaceo, come si pensava anni fa. Anzi, al contrario, credo che si rafforzino l’uno con l’altro. Spesso chi compra i nostri libri in ebook poi ci racconta di averlo regalato cartaceo a qualche amico o parente.

L’editoria è ancora “quella giungla” di cui scriveva uno scoraggiato John Fante a Carey McWilliams?
Non credo che sia una giungla più di qualsiasi altro comparto economico, anche se con specificità tutte sue che lo rendono complesso, affascinante, drammaticamente sempre su un confine fragile. È una giungla perché c’è una sovraproduzione di pubblicazioni (quasi 80.000 novità all’anno in Italia) rispetto alla domanda (solo la minoranza degli italiani leggono un libro all’anno) e quasi 5.000 editori. Sono numeri che non possono andare d’accordo e quindi si creano concentrazioni, grandi gruppi, si sgomita per un posto sullo scaffale delle librerie, si creano disparità gigantesche, si sottopagano gli autori e i collaboratori a discapito della qualità.

Qual è la fitta rete di rapporti, compromessi e scelte che stanno dietro alla pubblicazione di un libro? Qual è la cura che dedicate ad ogni storia?
Hanno calcolato che dietro a ogni libro si nascondono più di 11 figure professionali diverse che collaborano al progetto. Per noi i rapporti con gli autori, i traduttori, i consulenti, le agenzie, i librai… sono fondamentali, sono il cuore del nostro lavoro quotidiano. Compromessi? L’unico compromesso è che ci sia un buon libro da pubblicare e che abbia una sua forza commerciale, di comunicazione, che stia in piedi economicamente, anche se ci è capitato di fare scelte editoriali in perdita per ragioni di catalogo, di percorso. Cerchiamo di curare al meglio ogni aspetto, dalla redazione alle traduzioni, dalla grafica alle copertine: la forma per noi è sostanza, è comunicazione, è la nostra visione del mondo. E poi cerchiamo di promuoverli e accompagnarli nella “giungla”; organizziamo quasi 200 presentazioni all’anno, partecipiamo a tutte le fiere del libro in Italia, organizziamo festival, rassegne… la casa editrice è un motore di energie, di relazioni.

Bottega Errante nasce nel 2015 e conta un catalogo di circa 60 titoli. Il progetto è di portare il meglio della letteratura classica e contemporanea dell’area balcanica e dell’Est Europa in Italia perché crediamo che lì ci sia grande letteratura e che sia un’area dell’Europa fondamentale per dinamiche storiche, sociali, economiche

Come nasce il progetto della vostra casa editrice, quali gli obiettivi futuri? Sta andando tutto come vi aspettavate?
Bottega Errante nasce nel 2015 e conta un catalogo di circa 60 titoli. Il progetto è di portare il meglio della letteratura classica e contemporanea dell’area balcanica e dell’Est Europa in Italia perché crediamo che lì ci sia grande letteratura e che sia un’area dell’Europa fondamentale per dinamiche storiche, sociali, economiche. Poi ci definiamo una casa editrice di confine che vuole scandagliare il concetto di confine, sia esso fisico, amministrativo, mentale, sognato o solo immaginato. Abbiamo pubblicato autori come Ivo Andrić(premio Nobel), Miljenko Jergovićo Slavenka Drakulićconsiderati autori di livello mondiale, voci nuove e inedite in Italia, ma anche autori italiani come Paolo Rumiz, Marco Aime, Pino Roveredo, Angelo Floramo, Michele Marziani, Paolo Ciampi eccetera. È un lavoro di ricerca continuo. L’obiettivo è di creare un catalogo, vera spina dorsale di ogni piccolo editore, che rimanga vivo negli anni fatto di buoni libri, di storie oneste e necessarie. La casa editrice sta crescendo molto sia come visibilità che come vendite e questo ci rincuora e rafforza il nostro entusiasmo.

In un articolo di Oliver Burkeman dal titolo “Come trovare il tempo per leggere” pubblicato su Internazionale il 7 aprile 2015, il giornalista inglese racconta del paradosso e della sciagura di questo suo amico editor che non trovava più il tempo per leggere. È capitato anche a voi?
Effettivamente capita. Si leggono talmente tanti manoscritti, schede editoriali, si lavora quotidianamente su testi, stile, strutture narrative che poi c’è il rischio di avere poco tempo per leggere altri libri. Però credo che rimanga fondamentale essere lettori forti per fare questo mestiere. Emozionarsi per un libro, trovarsi a ridere o piangere, fare il tifo per un personaggio, immedesimarsi, viaggiare in luoghi sconosciuti. Tutto questo immaginario deve continuamente essere alimentato perché un editore deve avere sempre ben chiara in testa quale sia la forza dirompente di una lettura e del libro in generale.

Un libro, un film, una canzone.
Ho appena terminato la trilogia di Kent Haruf, un autore meraviglioso di una casa editrice, NN, che stimo molto. Come film dico America oggi di Altman tratto dai racconti di Carver. Come canzone La somma delle piccole cose di Nicolò Fabi.


(In copertina: foto di Iole Cianciosi)

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