Formicaleone

Tre poesie di Stefano Ricchitelli

Camminata
Tralatizia solitudine con tramontana
in dialogo col sole in tramonto.
Ingoio vicoli d’inedia
avvolti in maglie di aorte.
Rigetto la trapiantata speranza
tra vernacoli in versi.
Sonorità in priorità di diaframma,
desto m’infiammo.
Presto ritorno parte 
del mio floreale quadro
in una pinacoteca di smunti verani.

(Neg)otium
Ho steso su un filo di nylon
il bucato delle ore passate per vezzo.
Vorrei far credere, come Lord Byron,
di essere un eroe tutto d’un pezzo.
Le ho lavate a secco, ma niente,
continuo a grattarmi con sorriso gaudente.
Per strada vago a mondarmi da colpe
che, tutte le volte in balìa di amnesia,
non sono state sepolte.
Occorrerebbe di certo lana merino
ma ancora, vi avverto, l’anima mia
mino.

La cena delle ceneri
Pressato da un cielo asfaltato ma lubrico,
siedo alla tavola imbandita all’aperto dal fratello di Tieste,
sono col fiero pasto un piatto unico.
Il bagliore di un tablet vivido tra le portate funeste
si schianta sul cranio scoperto di una mosca:
accecata, affoga nello specchio d’acqua imbicchierata. Un’esca.
Del resto, ha ingerito con ali consunte
vie, che trangugiamo ogni giorno da contorno,
come trenette asciutte gonfiate al sole.
Ci affanniamo ad assicurarci un vagone ristorante,
se, caracollando, piove.

Stefano Ricchitelli è nato il 02/10/93 a Carbonara di Bari. Laureato in Lettere classiche all’Università di Bari, si sta specializzando in Filologia classica. Ha collaborato con riviste letterarie come “Poetarum Silva” e ha pubblicato sulla Repubblica di Milano per la rubrica “La Bottega di poesia”, gestita da Maurizio Cucchi.

(In copertina: foto di Costantino Tuccori)

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