Formicaleone

Caffèorchidea

Che cosa significa oggi, nell’era del digitale, degli audiolibri, scegliere di pubblicare su carta? Un sogno romantico, una coraggiosa sfida?
Alla base di tutto sì, c’è un sogno romantico. E una sfida. Perché un libro è innanzitutto un mezzo di comunicazione, e scegliere di affidare il proprio messaggio a un libro, nell’era del digitale, della comunicazione veloce e immediata, è una scelta non facile. Tuttavia continuo ad essere un fervente sostenitore dell’insostituibilità di questo mezzo di comunicazione. Dal 1456 (invenzione della stampa a caratteri mobili) a oggi sono passati sei secoli. Un periodo lunghissimo durante il quale il libro è rimasto sempre uguale a sé stesso. Ha superato già almeno quattro rivoluzioni (sul piano della comunicazione, ovvero l’invenzione della radio, della televisione, di internet e aggiungerei dell’e-reader). Ogni volta è stato dato per morto dai commentatori del tempo, ogni volta è sopravvissuto. Dirò di più, confido nella possibilità di una maggiore diffusione del libro, proprio grazie ai nuovi media. 

L’editoria è ancora “quella giungla” di cui scriveva uno scoraggiato John Fante a Carey McWilliams?
I tempi sono cambiati. L’immagine della giungla, in ogni caso, mi sembra sempre calzante, ma non la connoterei del tutto negativamente. La giungla è caratterizzata da una vegetazione intricata. Dal punto di vista di un autore potrebbe essere difficile districarsi in questa enorme varietà di editori, tuttavia sarà sicuramente più facile arrivare alla pubblicazione (rispetto ai tempi di John Fante) se si ha un progetto valido. Gli editori che fanno ricerca – e lo fanno bene – ci sono ed è facile comunicare con loro. Resta la difficoltà di incontrarli in un mare magnumnel quale allo stesso modo si ritrova l’editoria a pagamento, il self publishing e tutte quelle forme di tipografia camuffate da editoria. 

Qual è la fitta rete di rapporti, compromessi e scelte che stanno dietro alla pubblicazione di un libro? Qual è la cura che dedicate ad ogni storia?
Pubblichiamo un libro al trimestre. Pochi. Questo ci consente di seguire ciascun libro con attenzione, dalla fase della ricerca, fino al lavoro di editing e infine, una volta pubblicato, di promozione. Gran parte di questo lavoro è curato da Francesco Borrasso, editor e anima di Caffèorchidea. Tutto il processo è contraddistinto da una assoluta libertà, in ogni aspetto. Ci innamoriamo della storie, delle scritture, dell’idea di letteratura che ci propone un autore.

Pubblichiamo un libro al trimestre. Pochi. Questo ci consente di seguire ciascun libro con attenzione, dalla fase della ricerca, fino al lavoro di editing

Come nasce il progetto della vostra casa editrice, quali gli obiettivi futuri? Sta andando tutto come vi aspettavate?
Il progetto nasce dal sogno mio e di Alessia di creare un “luogo” che ci accompagnasse nel tempo, che potesse essere anche una piccola cartina di tornasole per osservare il mondo da uno spioncino diverso. Lo abbiamo chiamato Caffèorchidea, prendendo in prestito il nome da Antonio Tabucchi e da quel capolavoro che è “Sostiene Pereira”. È proprio nel Cafè Orquidea che Pereira matura la sua presa di posizione contro il regime di Salazar in Portogallo. È in quel luogo che nasce la prima resistenza.Sta andando nel migliore dei modi. Non immaginavamo le enormi difficoltà di un sistema distributivo ancora poco evoluto. Ma al netto di ciò, contiamo di crescere libro dopo libro e arrivare sempre a un maggior numero di lettori.   

In un articolo di Oliver Burkeman dal titolo “Come trovare il tempo per leggere” pubblicato su Internazionale il 7 aprile 2015, il giornalista inglese racconta del paradosso e della sciagura di questo suo amico editor che non trovava più il tempo per leggere. È capitato anche a voi?
Siamo editori e librai. Passiamo la quasi totalità del nostro tempo tra i libri e sì, può sembrare inverosimile, il tempo per leggere si riduce sempre a poco. Ma il fascino e la magia della letteratura è anche in questo: il tempo non è una variabile esclusiva. La sera, per esempio, dopo aver letto qualche pagina di Pessoa ci sembra di aver varcato mondi interi.

Un libro, un film, una canzone.
Le affinità elettive, di Johann Wolfgang Goethe;
Il posto delle fragole, di Ingmar Bergman 
While my lady sleeps, di Chet Baker


Giuseppe Avigliano fondatore e direttore editoriale di Caffèorchidea


(In copertina: foto di Iole Cianciosi)

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