Formicaleone

Tre poesie di Gianluigi Pagliaro

Bella la mia dimora

Bella la mia dimora,
ordita tra le tue vesti

ora di stordimento
giaciglio dei miei resti

abito il tuo volto
come un cieco il  buio.

Sarà la notte

Questo frinire incessante
è uno stillicidio, canto perenne

voce monocorde pensiero battente.

Ti cerco nel già sentito
mentre il suono perde il tempo

sarà la notte a schiuderci il silenzio.

Prima che giunga l’alba
tu, io e attorno il niente.

Alla soglia degli occhi

Siamo giunti affamati 
alla soglia degli occhi

Avrei dovuto conoscerti 
in una notte di buio

per restare immutato nel cuore,
rosa sbocciata sul muro.

Spina che mi confini.


Gianluigi Pagliaro nasce a Fagnano Castello (CS) nel 1961. Sposato e padre di due figli, vive a Lagonegro (PZ). Allievo di V.Gerratana, U.Dotti, R.Giorgi all’università di Salerno dove si laurea in filosofia. Nel 1985 pubblica la sua prima raccolta di poesie “La smania di avere uno spirito” edito da Albatros Roma. Di prossima pubblicazione “L’Ultimo canto” edito da L’Argolibro nella collana di poesia “Agorà”, diretta da Nicola Vacca. Negli anni si dedica al teatro e alla musica; col Gruppo musicale “Orient” varie major discografiche nazionali e internazionali pubblicano suoi brani in qualità di autore e producer, tra i quali in featuring con Mango, il brano “La Rondine rmx”. Già responsabile regionale della U.I.L.T. (Unione Italiana Libero Teatro) in qualità di presidente per la Basilicata.  Ha portato in scena da regista varie pièce teatrali con la sua compagnia “Attiva-Mente”. Collabora con la rivista “Zona di disagio”, diretta dal poeta e critico letterario Nicola Vacca.

(In copertina: foto di Valentina Di Cesare)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *