Formicaleone

Cinque poesie di Maria Allo

FRAMMENTI
 
[…] faccio di una sera arsenale di follia
di un silenzio baraonda di coscienza.
 
Dove cadono le ombre quando il mare 
ingrigia
anche una parola sul ciglio dell’inespresso
può ferire più forte di ogni oblio.
Dove cadono le ombre strappi di luce
come di pioggia rendono grazie 
ai platani coi tralci più chiari 
in cerca di sole.
Quando si è malati di poesia
capita di imbattersi in una pietra di scoglio 
traforarsi le ossa e scoprire 
che si è memoria antica in un deserto.

Si vive per decifrare un sogno
ma nell’attesa si muore assordati
dal frastuono e imbavagliati dal vento.
Così svanisce il suono dei versi
come nel ritmo anche il divenire.

Nessuno comprende bene 
né un po’ meno che bene
ciò che bene non è,
fatti di ogni giorno al rendiconto
come lo strido dell’upupa
fra una nuvola e l’altra.

[…] Tepori di profumi sforbiciano
silenzi di gerani
e dentro un grido di ricordi
fluttuano per l’aria
come un dono
ma non è colpa certo dei gerani
se piove addosso 
precipizio di ciglia dentro le parole
oracolo indomabile
in fondo all’anima del mondo.
Ognuno stabilisce la sua sorte
anno dopo anno
poi il fuoco divorerà ogni cosa
senza parole brandirà parole
e non sarà certo colpa dei gerani
respirare polline di alghe disossate.

Ci sono risonanze all’ombra di un sole.
Per vocazione strette alle radici
immaginando il suono.
Sono voci
lambite dalle acque del Lete
mani verticali tutte insieme
con altri accenti
nella memoria della terra.
Sono voci
devote ai corpi degli assenti
tanti volti tanti sguardi
a oriente e a occidente
con foglie da schiudere alla vita.
Sono voci
ai lati della strada davanti a noi
pulsano come sangue nell’aorta
e nei bagliori delle palpebre
più durature dell’amore che le tiene.

Tra la fine e il principio
quei suoni latenti
a decifrare semi divelti
alla radice
minata _divinata
che investe la bellezza
ti lascerò odori aperti 
all’affilo dei gesti in divenire
corrosione annusata e tradita
tra le ombre della notte
a stormire inauditi
voli_ richiami dall’oblio.
La ragione del sangue investe
veglie_ solchi ancestrali
che forgiano verità inattese
per altri canti ai giorni.


Maria Allo, laureata in Lettere Classiche, poetessa e traduttrice siciliana. Vive tra Parigi e Catania. Scrive su numerosi blog letterari tra cui Solchi e i suoi testi sono apparsi anche su diverse riviste di studi letterari. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni antologiche e cinque sillogi di poesia: “I sentieri della speranza”, Gabrieli Editore marzo 1985; “Riflessi di rugiada. Cose sparse di me”, Gruppo Albatros 2011; “Al dio dei ritorni”, Galassia Arte Anno 2014; “Solchi. La parabola si compie nei risvegli”, Editore L’Arcolaio Anno 2016, “La terra che rimane” Edizioni di poesia Controluna Anno 2018 e “Talenti di donna” Onirica edizioni Anno 2013, come curatore. È autrice di saggi sulla poesia di altri autori.   

(In copertina: foto di Valentina Di Cesare)

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