Formicaleone

IL RAMO E LA FOGLIA EDIZIONI

Che cosa significa oggi, nell’era del digitale, degli audiolibri, scegliere di pubblicare su carta? Un sogno romantico, una coraggiosa sfida?
Scegliere di pubblicare oggi su carta significa, innanzitutto, sottolineare il legame tra autori, lettori e noi editori con qualcosa di tangibile e concreto. Abbiamo letto tanto su ebook e notato come di molti libri letti, anche con attenzione, alla fine non riuscivamo più a ricordare chi li avesse pubblicati, o cosa ci fosse sulla copertina. Il libro rischia cioè di perdere la sua dimensione fisica, così importante, proustianamente parlando, per la memoria del lettore affinché a esso possa legarsi: la carta, i caratteri, i colori e le immagini di copertina, il profumo del libro, aiutano in questo; un lettore soddisfatto, anche della fisicità del libro, lo consiglia, ne parla. Al centro di tutto vi sono il contenuto, le parole, le idee, ma un libro di carta ci sembra più completo e rappresentativo per chi lo ha scritto e chi lo ha pubblicato. Fermo restando che in futuro arriveranno anche le versioni elettroniche e forse audio dei libri che pubblicheremo. Noi però i manoscritti che riceviamo li leggiamo tutti su supporto elettronico, non stampiamo nulla: cerchiamo, almeno in questo aspetto, di essere ecologici.

L’editoria è ancora “quella giungla” di cui scriveva uno scoraggiato John Fante a Carey McWilliams?
Sicuramente è una giungla ancor oggi: non ci si trova, non ci si raccapezza, se si cerca qualcuno questi non risponde, le insidie sono dietro l’angolo. Ma, come accade a molte giungle, in questi ultimi anni ci sono stati vasti incendi che hanno lasciato parti bruciate e deserte, quindi da ricostruire, da ripiantare… e chi può popolare una giungla meglio di un ramo e di una foglia? Forse però perdersi in una giungla potrebbe anche essere piacevole: una giungla dà ossigeno. È responsabilità degli editori, ma anche di chi scrive; rimanendo su John Fante possiamo evocare il concetto di scrittura come malattia e cacofonia: “Scrivere è come una malattia di questi tempi. Ora sono quasi tutti in grado di esprimersi, e la cacofonia che ne risulta è assordante” (a Carey McWilliams, marzo 1972). Riteniamo che se non si ha niente da dire si può tranquillamente rimanere in silenzio; saper stare in silenzio significa essere grandi scrittori: “Per la prima volta in vita mia non riesco a pensare a niente da scrivere.
Per molte ragioni è un problema confortante […]. Perché combattere il semplice fatto che non si ha niente da dire? La maggior parte della merda ora in pubblicazione è stata sparata fuori da scrittori che hanno continuato a scrivere molto dopo rispetto a quando avrebbero dovuto fare una pausa e tacere” (a Carey McWilliams, maggio 1976). Ovviamente il silenzio vale anche per gli editori: molti alimentano la cacofonia generale pubblicando a pagamento qualunque testo gli arrivi a tiro.

Qual è la fitta rete di rapporti, compromessi e scelte che stanno dietro alla pubblicazione di un libro? Qual è la cura che dedicate ad ogni storia?
La rete di rapporti è quella che si è costruita nei tanti anni in cui abbiamo portato avanti il sito LaRecherche.it (ancora attivo), per il quale ci siamo occupati di poesia, narrativa e saggistica: abbiamo letto tantissimi testi, alcuni li abbiamo premiati, di altri abbiamo fatto antologie, libri elettronici e altro.
Questa è stata un po’ la nostra gavetta, durante cui abbiamo incontrato molti autori e molti lettori. Compromessi per il momento non ne abbiamo fatti poi molti e li giudichiamo marginali: sono semplicemente legati alla parte strutturale dell’impresa (ci riferiamo agli ineliminabili vincoli contrattuali con chi ci promuove e distribuisce). Le scelte, invece, sono già tante: tra i manoscritti che ci arrivano dobbiamo ovviamente scegliere chi pubblicare e chi no, ma non ci limitiamo a dire un sì o un no (sottolineiamo che comunque rispondiamo a tutti, cerchiamo di farlo più o meno entro i tre mesi); in alcuni casi diamo indicazioni di lavoro a chi, secondo noi, deve lavorare di più sul suo testo, e anche se non siamo intenzionati a pubblicarlo cerchiamo di dare all’autore un minimo di motivazione. Le scelte fondamentali su cui abbiamo basato il nostro lavoro di editori sono la trasparenza, il dialogo e il non seguire mode o scorciatoie. La cura che dedichiamo ad ogni libro è tanta: dalle numerose letture, all’editing, poi il dialogo costante con l’autore per giungere alla versione migliore. Poi c’è il lavoro per la grafica, le numerose prove per le copertine, le riunioni con la rete promozionale, con l’ufficio stampa, la tipografia. Possiamo ben dire che ogni libro è curato e accudito come un figlio: ci investiamo del nostro… è un po’ come se avessimo voluto scriverlo noi.

abbiamo deciso di fondare una casa editrice dal volto umano, dove a ogni autore che manda un manoscritto viene data una risposta

Come nasce il progetto della vostra casa editrice, quali gli obiettivi futuri? Sta andando tutto come vi aspettavate?
Oltre alla già citata esperienza con LaRecherche.it e al forte amore per la lettura c’è stata una riflessione sull’editoria oggi, su quali sono i suoi limiti e le sue prospettive. Poi abbiamo valutato le nostre esperienze come autori e alla fine abbiamo deciso di fondare una casa editrice dal volto umano, dove a ogni autore che manda un manoscritto viene data una risposta; una casa editrice che, sebbene (per il momento) piccola, abbia una distribuzione professionale e capillare e che non chieda contributi agli autori, in nessun modo, palese od occulto. Per ora sta andando come ci aspettavamo, più o meno, forse un pochino meglio del previsto.
Abbiamo una rete promozionale e un ufficio stampa che lavorano bene, non ci rimane che attendere la risposta dei lettori: il 4 febbraio 2021 saremo in libreria con il primo titolo e vedremo cosa succede. Si tratta di un romanzo che ci rappresenta molto, fin dal titolo: “L’isola che non c’era” di Leonardo Bonetti.
Nel corso del 2021 pubblicheremo otto titoli: tre nella collana Romanzo, tre nella collana Poesia, uno nella collana Racconto e uno nella collana Saggio. Il secondo titolo, che sarà in libreria dal 4 marzo, è “Haiku alfabetici” della poetessa Mariella Bettarini; a seguire avremo il romanzo “Adolesco” di Timothy Megaride; la raccolta di racconti “Acrobazie” di Alessandro Trasciatti; ancora poesia con “Rethorica novissima” di Gualberto Alvino; il romanzo “Le rovinose” di Concetta D’Angeli; “Poco allegretto”, raccolta di poesie del portoghese Manuel de Freitas; “Il tempo tessuto di Dio”, un bel saggio narrativo su Dacia Maraini scritto da Margherita Pascucci. Tutti autori e titoli molto selezionati e che definiscono bene la nostra linea editoriale.

In un articolo di Oliver Burkeman dal titolo “Come trovare il tempo per leggere” pubblicato su Internazionale il 7 aprile 2015, il giornalista inglese racconta del paradosso e della sciagura di questo suo amico editor che non trovava più il tempo per leggere. È capitato anche a voi?
Sì, ci sono momenti in cui tutto il tempo che abbiamo viene assorbito dalla lettura dei manoscritti o delle bozze, tuttavia cerchiamo ogni giorno di ritagliarci un angolino per leggere “altro”. È importante sia per avere un minimo di svago che per tenerci aggiornati.

Un libro, un film, una canzone.
Ce ne sarebbero da dire per ognuno, tuttavia se dobbiamo scegliere quelli che più ci rappresentano indichiamo questi: “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust: è il nostro faro, ci aiuta a tenere la rotta; “Moonlight” di Barry Jenkins; “Fantasma” dei Baustelle: quando ci è possibile andiamo ai loro concerti.

Il ramo e la foglia edizioni 


(In copertina: foto di Iole Cianciosi)

1 commento su “IL RAMO E LA FOGLIA EDIZIONI”

  1. Un grande grazie a tutti voi redattori di Formicaleone, in particolare a Iole Cianciosi che firma l’intervista, per lo spazio di parola che ci avete donato qui sul vostro sito. Buona continuazione.

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