Formicaleone

Sette poesie di Lisa Di Battista

(Per quando sarai lontana. Poesia del troppo presto)
 
Bacio piano
il tuo adagio di mani
di madre, racchiudo 
le tue piccole dita sottili 
forti tutte e dieci nelle cinque
del mio palmo; io, figlia,
con gli occhi stringo
nascosto dentro come
un miracolo l’odore
dei panni stesi ad asciugare
nel sole di mare.
Preferisco pensarti così,
a rimanere tra le pareti,
farti tonda, prendere forma di casa,
mentre io sola, sopra
mi stringo di freddo,
mi faccio piccola
di solitudine e aria.

Mio fascio di luce, mia ombra
di carne, sei striscia sui fianchi,
dito puntato nel centro
della schiena, spina
dorsale ad indicare la strada.
Sporgiti dal parapetto
che ho preparato per te,
attraversami ancora, gabbiano
nella mia memoria, desiderio
segreto, nascosto da qualche parte
in questo mio corpo.
Sciogli questa gabbia
di ghiaccio e sale
con l’acqua della tua vita,
nasci un giorno, nasci,
fatti ali, piuma d’ali,
diventa amore,
sollevati.

Hai lasciato
– hai lasciato –
le finestre aperte
i vetri tutti
rotti sparsi
per casa.
Ho sentito il peso
dei rami, qualcosa
che non aspetta
a spezzarsi e non
ti chiede il permesso,
non lascia più tempo.
Ho sentito,
alla fine,
il peso
dei rami

I blocchi bianchi,
i fogli a terra,
la confusione, l’orrore,
la guerra.
 
Questo ti meriti,
tu che non sai;
questo ti tocca:
prendilo e vai.

“Mio Fiume”, ti ho detto
non mio Amore, 
 
“Fiume, scorri”
 
ma tu, pur pregato,  
ti sei fatto sordo muro
di calce e sassi
alle mie parole. 
 
Finisci in me
sempre per sbaglio
e se qualcosa di tuo
rimane tra le maglie
sulla superficie delle cose,
io, stesa di schiena,
tendo le mani disperatamente
attraverso quel chicco
di spazio e silenzio
e provo ad aprire
un varco, dito
dopo dito, le orecchie
chiuse gli occhi
fissi.
 
Le labbra, le uniche
a non mentire
di nuovo provano:
“Scorri, mio Fiume,  
ti attendo.”

(Per Fabrizio Frasnedi, in memoria.)

Restami simile, dico, 
negli anni del tempo che passa. 
Non dico vicino, nello spazio vicino, 
dico uguale, rimanimi uguale, 
resta a me uguale, stammi 
in risonanza, fai il mio specchio, 
fatti a me simile, siimi uguale 
negli anni che vengono 
e passano, gli anni, 
negli anni, tu restami, 
non mi passare.

Grandangolo, gran dolore
gran gridare, fare un forte 
p  a  r  l  a  r  e 
al can che abbaia
fieno, e paglia. 
Fuoco – che brucia –
ma poco: segna
rimane sulla lingua 
come intaglio di legna.
Rugoso, profondo
uno scavo, una persona
che amavo. 
Un’insegna tolta. 
Un’altra storia, un’altra volta. 


(In copertina: foto di Valentina Di Cesare)

2 commenti su “Sette poesie di Lisa Di Battista”

  1. Ho appena finito di leggere le sette poesie. C’e’ un lavoro di scavo sulla parola davvero notevole, ogni parola ha peso e luce. Davvero brava. Le mie preferite in assoluto sono “(Per Fabrizio Frasnedi, in memoria)”, la poetessa e’ riuscita a riprodurre il lancinante anelito verso la persona che non c’e’ piu’ ma c’e’ ancora, la tensione estremizzata, disperata, quasi a voler toccare un’ultima volta l’assente; e la prima: bellissima.

  2. Queste sette poesie della poetessa Lisa Di Battista sono talmente belle e profonde che leggerle una sola volta sembra non bastarti, le rileggi una seconda e poi una terza… così via. Le sue parole, capaci di evocare immagini, sono toccanti e quasi ti fanno vivere la poesia stessa. La prima è di una intensità e bellezza, disarmante, ho pianto. Grazie per queste poesie siamo tutti più ricchi nell’animo . Non vedo l’ora di leggerne altre. Complimenti Lisa Di Battista

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