Formicaleone

“Previsioni” di Ivan Ruccione

Un cinese con le unghie lunghe e ben limate, nei pressi di Porta Genova, mi serve il caffè al bancone di un bar desolato. Alla radio, il notiziario del traffico segnala fitti banchi di nebbia e un incidente sulla Tangenziale Ovest. Guardo l’orologio. Questa è l’ora in cui, su quella strada, viaggia la mia ex verso il posto di lavoro.
Poco più in là, un’anziana donna beve da una tazza fumante con entrambe le mani, una penna stilografica tra le dita. È seduta a un tavolo da sola, un quaderno aperto davanti. Dopo aver bevuto e pagato il caffè, mi avvio lentamente verso l’uscita cercando di sbirciare quello che ha scritto. Riesco solo a evincere, dalla forma, che si tratta di una poesia. Qualcuno, non ricordo chi, diceva che ogni poesia è una poesia d’amore. Non so se sia vero, ma ora sento di dargli ragione. Apro la porta durante il bollettino meteo. Neve e brutto tempo sono in arrivo. Esco, vado loro incontro.


Ivan Ruccione è nato a Vigevano (PV) nel 1986. Suoi racconti e prose brevi sono apparsi su Nazione IndianaPoetarum SilvaAltri AnimaliPastrengoCattedrale, e in alcune riviste americane, cartacee e online, tra cui AGNI Magazine (Boston University). È autore del libro “Troppo tardi per tutto” (Augh! Edizioni, 2019, prefazione di Helena Janeczek) e di “Tra le cose e gli altri”, in uscita nel 2021 per Arkadia Editore (collana SideKar). Gestisce  Mirino, un lit-blog. 

(In copertina: illustrazione di Mimma Rapicano)

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