Formicaleone

Due poesie di Francesca Marica

Giù il mulino, lontano  fa rabbrividire il cuore e il cervello  
Thomas Bernhard    

(…) sempre giù e vede qualche immagine d’acqua e cosa sente? Onde, e sopra onde, uccelli che cantano
 Louise Glück

(Dentro i confini dell’isola)
 
Dentro i confini dell’isola nessun profeta canta. 
I sogni piantati nell’avorio chiedono silenzio,
le pietre intaccano il rosso della croce e del fossato.
Una donna conserva le reti per l’inverno,
nasconde un lupo nella gola – 
è un testamento di sangue e di vento. 
Un uomo recita il rito dell’attesa, 
cerca un segno, ha perduto l’innocenza. 
 
L’isola rivela l’enigma e il suo mistero – 
sono voci di caverna e antichi teschi. 
I morti dimenticano i piaceri con troppa trasparenza
e gli animali non offrono rivelazioni. 
Basta un gesto della mano per capire. 
Gli uccelli migrano sui rami della grande madre,
l’acqua spinge e si alzano le vele.
Verrà domani il tradimento della terra? 
 
Dentro i confini dell’isola nessun profeta canta. 
Troppo intenzionale ogni dolore, ogni errore…
Solo scintille negli occhi e nella notte.
La fame chiude il cerchio, un nuovo affanno chiama.
La precisione non è ora, non è qui … 

(Le stanze trattengono il fumo)

Le stanze trattengono il fumo, il bosco dorme,
tremano i cervi nel cerchio della luna.
 
Il giorno scaccia i naufragi della notte, 
molti scheletri si spaccano nel buio. 
Come dire addio ai fantasmi e ai cani rovesciati?
Le dimenticanze inchiodano ai luoghi, 
anche se c’è chi si ritaglia responsabilità minori.
 
Più distanti della morte solo i tuoi seni.
Seduce l’origine della forma, la maschera persa 
nel sentiero del piombo. La tua chioma nera, 
le tue rovine distratte, gli incontri mancati nelle ossa.
La scommessa del sangue dove nascono le viole. 
Così sia fatta la tua volontà. Ora e sempre.
Quando la grande mano tornerà a colpire?
 
Il giorno scaccia le ombre della notte, 
i tuoi occhi vagano nella lontananza del lutto. 
La tempesta avvolge i corpi e promette una neve nuova.
Qualcosa calma il male che scende nella brace.
Nel recinto dei fossili, una preda senza testa
prega i figli della pioggia …


Francesca Marica è nata a Torino nel 1981. Vive attualmente a Milano, dove esercita la professione di avvocato. Ha vissuto tra Italia, Francia e Spagna occupandosi di progetti umanitari a sostegno di donne e minori. Le sue poesie e i suoi lavori visivi sono apparsi su riviste, blog e antologie. La sua ricerca poetica, fortemente influenzata dall’aspetto figurativo del segno grafico, si è imposta come originale e sofisticata. 
Il suo Concordanze e approssimazioni (Il Leggio, 2019) è stato segnalato al Premio di poesia e prosa Lorenzo Montano, XXXIII edizione e ha ottenuto importanti riconoscimenti. Fa parte della Giuria del Premio letterario Internazionale Franco Fortini e del Premio nazionale Gianmario Lucini. Fa parte altresì della redazione del collettivo Le Ortique, collabora e ha collaborato con Argo, Poesia del Nostro Tempo, Carteggi Letterari, Imperfetta Ellisse e Carte nel Vento. Traduce dall’inglese, dal francese e dallo spagnolo. Ha scritto, e scrive, anche di arte e di teatro – ambiti quest’ultimi che ha frequentato e a lungo, fin da giovanissima. Da anni approfondisce il tema delle avanguardie collaborando con alcuni archivi italiani. Di prossima pubblicazione due suoi lavori in versi, uno in prosa e un progetto a quattro mani con un’artista d’arte contemporanea.

(In copertina: foto di Raffaele Auteri)

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