Formicaleone

“Poesie di fiori e d’erba” di Ludovica Cianciosi

Malerba
Malerba mi pensavo
e ancora oggi mi penso,
veleno nelle vene 
violacee colpe verso.
Ma se scaricherò 
la massa di quel masso 
rinascerò piantaggine
ai bordi del percorso.

Utis
Vapori di orchidee,
screziati floreali,
le spighe si diramano
nei punti cardinali.
Memorie affastellate
di sensi ancora intensi
proiettano spettacoli 
di spazi e tempi persi. 
La gente è come foglie,
il Cieco redarguiva,
venefica la gloria
di verde narcisina. 
Perciò siate il più umile 
tra i fiori senza nome,
odierni laerziadi,
vivi
per vocazione.

Ginestre
Ritrosi pieghiamo le labbra a uno specchio
di sghembo esitando per l’animo incerto,
ma se siamo noi il nostro stesso riflesso 
radici animate ci irrorano il gambo
(che ride di gioia, lucente di manto).
E quando la pioggia ci rende pesanti,
ricurvi schiacciati sospinti in avanti,
la terra sfioriamo, l’abisso di fango, 
brandelli impiastrati di verde rimpianto.
Ma ecco le antère si scuotono tutte,
rilasciano luce che è polvere d’oro,
risveglia una foglia la fiera corolla,
stropiccia la fibra passando la linfa.
E dai filamenti di nuova speranza 
si rialza lo stelo, 
riesplode la danza,
torniamo a guardarci, 
rinati i colori,
davanti allo specchio
due splendidi fiori.


Ludovica Cianciosi(1994, Furci). Scrive per sognare, sogna ad occhi aperti, (tras)cura i miei labirinti interiori che, perlomeno, sta personalizzando con siepi floreali. Laureata in Filologia classica, spera di poter presto cominciare ad insegnare, per provare a trasmettere la sua passione per la lingua e la letteratura.

(In copertina: foto di Valentina Di Cesare)

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