Formicaleone

Diario della pandemia di Nadia Tarantini

Avverto uno slittamento progressivo, di giorno in giorno, di ciò che possiamo programmare, o solo prevedere. La lettura mi è difficile. È un tempo di attesa, il futuro è un’immensa prateria senza steccati. C’è costrizione, ingabbiamento dei progetti, ma anche libertà: non ci sono lacci, il tempo può scorrere davanti a noi indefinito e disponibile. Come quando si era bambine.
17 marzo 2020

Le altre volte che ero qui a Berna, inseguivo mia figlia per tutta casa, cercando di abbracciarla, baciarla. Lei a volte ci rideva, a volte si schermiva, altre ancora si seccava. Ora ho scoperto l’abbraccio degli occhi che si incontrano, il bacio di un sorriso diretto a una persona sola. Il bisogno di essere gentile e più attenta – perché, in caso contrario, non c’è modo di fare pace con un abbraccio.
18 marzo 2020

Il tempo. Si è dilatato. Le giornate forse sono solo un po’ più lente, ma la somma dei giorni non dà più lo stesso risultato. Tre giorni sembrano una settimana, una settimana dieci giorni, dieci giorni due settimane. Il tempo dell’attesa gonfia I giorni.
19 marzo 2020

Abituarsi al corpo, che ti dica ciò di cui hai bisogno di fare in ogni momento – è questa la sfida del tempo del Coronavirus. I nostri corpi, da decenni assuefatti ad essere schiavi della mente, dalla continua e concitata progettualità della mente. I nostri corpi da tanto tempo hanno preso il ritmo delle nostre menti affaccendate. Ed ecco che il vuoto/il sospeso/la dilatazione del tempo che stiamo vivendo riporta al centro le elementari necessità del nostro corpo. Per farlo, dobbiamo mettere a tacere quella mente bizzarra, rinunciare al suo potere. La mente allora s’imbizzarrisce ancora di più, ci rende nervose o depresse. Frustrate.
26 marzo 2020

Cosa succeede alla mente quando/se il corpo si quieta, non ha più obiettivi da raggiungere: quel fare insensato, con la mente – instancabile – che lo spronava? Si sollevano onde poderose dall’abisso dei ricordi, dei pensieri rimossi, delle emozioni sepolte durante le giornate in cui “non avevamo un momento libero”.
27 marzo 2020

E quando/se il corpo ha smesso di inseguire la mente, quando riesce ad imporre la sua legge (riposo – attività – evasione), allora la mente si schiarisce, accompagna le esigenze del corpo. Allora camminano insieme, scambiandosi informazioni, cercando il modo di onorare la vita che fluisce dal corpo e rimbalza nei pensieri, non più affollati e concitati, ma liberi di espandersi…E allora possiamo trovarci anche sgomente, minacciate da un vuoto – finché non avvertiamo il battito di un nuovo desiderio.
28 marzo 2020

Tornano i progetti. Piccoli, quotidiani, forse minuscoli. Riempi lo spazio mentale con i piccoli progetti della ritualità che ti sei creata nel tempo sospeso. Poi qualche salto avanti…ma molto avanti: in un tempo in-definito, su una spiaggia su un monte, a pranzo o a cena con le amiche.
4 aprile 2020

È come un lutto. Ti risale la tristezza, la perdita, la mancanza. Ma ciò che ti manca è la vita conosciuta. Le cose che ti riempivano i giorni non ti attraggono più, troppo deludente non poterle avere, hanno perso significato, non sai neppure se “dopo” le ritroverai piacevoli o necessarie. Hanno valore e piacevolezza cose nuove, che non potevi permetterti prima, come lasciar scorrere il tempo e ascoltare musica senza doverla inserire in una pausa dei doveri. È come un lutto, come un confine dell’esistenza – ma il realtà è piuttosto la tua vita di prima, che proietta la tua ombra.
5 aprile 2020

Cosa ho imparato in questo periodo. Che aspettare il momento per ogni cosa e far parlare prima il corpo sia veramente essenziale per il benessere. Che per ogni cosa che conquisti ce n’è un’altra che perdi – e bisogna abituarsi ad accettare questa idea. Che ansia e paura possono essere attraversate con il fare, ma che  non sia nevrotico: non il fare per evadere dalle angosce. Che si può abbracciare con il sorriso. Con il sorriso negli occhi.
19 aprile 2020


Nadia Tarantini è nata nel 1946. Giornalista e scrittrice. Ha pubblicato numerosi testi d’inchiesta e di saggistica; due manuali sulla scrittura; la ricostruzione del processo per l’assassinio di Maria Goretti; il romanzo-saggio “Il Risveglio del corpo. Dai sintomi alle emozioni l’arte della salute”, scritto insieme alla terapeuta Maria Teresa Pinardi. Soltanto a 71 anni, nel 2017, è riuscita ad autorizzarsi come scrittrice di narrativa, ed ha pubblicato“Quando nascesti tu, stella lucente”(L’Iguana editrice), un romanzo ambientato nel 2346; e due anni dopo, nel 2019,“Amore Inquieto” (Iacobelli editore), un flusso di coscienza sul rapporto con la propria madre – e con la madre di lei, la nonna: un flusso di coscienza spietato, ma che tutto perdona. Ha creato e conduce i corsi e seminari di scrittura “Le vie dei cinque sensi. Scrivere con tutte le emozioni”, nei quali ha coniugato le sue due grandi passioni: la scrittura e la cura.

(In copertina: illustrazione di Mimma Rapicano)

2 commenti su “Diario della pandemia di Nadia Tarantini”

    1. Nadia Tarantini

      Cara Eleonora, grazie! Ma dobbiamo ringraziare Mimma Rapicano, il diario era gonfio e confuso, la gemma, se c’e’, nasce dal lavoro di molatura stimolato da lei! Ti consiglio di frequentare codesto sito, interessantissimo per la nostra scrittura e di seguire la pagina FB

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