Formicaleone

Le bestie di Ligabue di TITO PIOLI

Nicoletta lavorava alla fabbrica Teco di Gualtieri e da un giorno all’altro sono arrivate 300 lettere di licenziamento a tutti gli operai e Nicoletta ed i suoi colleghi si sono ritrovati nella campagna di Gualtieri e dopo un falò a parlare tutti insieme non han pensato di fare un corteo o una lettera al presidente della Repubblica Nicoletta ha pensato di contattare 300 bestie e i leoni e le tigri e i leopardi e i giaguari e i ghepardi e i puma e le linci e i gatti selvatici e le aquile e i ragni e i daini e i tori.

Con le 300 lettere di licenziamento abbiamo fatto 300 farfalle di carta ma proprio tutte diverse.

Li abbiamo raccolti e liberati dai circhi e con loro siamo andati in corteo tutta l’Emilia, andiamo da Antonio Ligabue urlavamo.

Sai una mattina ci siamo presentati noi 300 e queste 300 bestie che avevamo visto nei quadri di Ligabue, e così i capi della fabbrica sono scappati li abbiamo licenziati noi, adesso al paese di Ligabue non entra mica più nessuno io mi dedico a un Puma e non rimpiango mica gli uomini sai c’è chi si dedica alla volpe e al ragno giorno e notte e si mangia insieme e uomini e bestie che forse avrebbe sorriso anche Antonio che stava meglio tra le bestie che tra gli uomini

Ci pitturiamo la faccia come le bestie quasi ogni giorno era un continuo carnevale e uno zoo tutto era colorato anche le strisce pedonali e le mura del manicomio a Gualtieri non c’era più il bianco

E c’è l’operaia Isabella che si occupa dei papaveri e c’è l’operaio Mirco che si occupa dei castagni e c’è l’operaio Camillo che si occupa giorno e notte delle ragnatele

Ci han provato con i fucili con le trappole con il fuoco e lo Stato e la Polizia e l’Esercito ma mica ci sono riusciti finora io Nicoletta e 300 bestie umane e animali viviamo a Gualtieri che è una meraviglia qualche uomo poi ormai fa la bestia e le bestie pare un uomo non sappiamo nemmeno noi ma nessuno ha nostalgia della fabbrica

Gli uomini portano i baffi colorati e le donne portano sulla testa merli e cocorite anche di notte.


TITO PIOLI è un libraio antiquario. Ha pubblicato per l’editore Diabasis il romanzo Alfabeto mondo, segnalato al Premio Calvino 2015. Nel 2017, ha pubblicato per l’editore Del Vecchio  Ho sposato mia nonna e nel 2020 uscirà, sempre per Del Vecchio, il suo nuovo romanzo intitolato Linguisti terroristi. Cura la rubrica “Il sabato del racconto” sul sito di Repubblica-Parma.

(In copertina: illustrazione di Mimma Rapicano)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *