Formicaleone

Quattro poesie inedite di Giulia Chianese

Peccato.
Amò i giorni nel mondo
quelli da avere gli occhi stanchi
e il cranio caldo
quando diceva sì con i gesti
e no con la lingua
combattendo come fosse un riflesso.
Come raccontare ascoltando
nelle curve del discorso di chi parla.
Imparò così a fare tesoro del tesoro
a gettare via le scorie e la malattia.
E poi amò i giorni senza il mondo
immersa fino al piacere
nella bianchissima ossessione del pomeriggio.
E la vita era altrove
come la gente, l’affanno
dove l’affanno era nel fiato
e nel gusto della sua bocca.
Tra il fumo e la ricerca del perdono
passavano ore di velluto
E la paura liberava il posto
per quel disperato bisogno di riempire la meta e il corpo
di quella stanchezza
che dà quella specie di amore strisciante
che non si proietta oltre il povero
solito
peccato

Il tempo nella distanza
fabbrica silenzio
silenzio dove non parla la voce
ed è assente il corpo
Il tempo nella distanza
motiva la distanza
e traccia un confine invalicabile
che un dialogo antico non può vincere
ché nel passato non ci puoi tornare
per più di pochi minuti
Il futuro è un obbligo
persino per chi muore.

Ho scoperto un luogo
fantasma e vivo
tra gli spazi ancora liberi
di questa terra avariata.
È quello che rimane
di immutato
è l’aria che nessuno ingoia
quella scampata al cambiamento.
Siamo stati altro, lo sai
e tu eri nel mio ritaglio
mi pettinavi col pettine fitto
e nella coda cominciò la storia
della mia emicrania.
Tu eri una madre
io una figlia.
Tu eri estensione di pelle olivastra
e sapone
e scampoli di stoffa.
Io continuo a crescere
di quello che mi davi da mangiare
quando non avevo fame
e tu in bocca,col naso turato
hai determinato il mio concetto
di amore.
Come essere lì
anche con qualche bestemmia
è cercare,forse
chi ti ha detto di non farlo
e non temere di essere scacciati.
L’amore, nel tuo orto residuo
è una spinta di petto
senza ritegno

Ti sei abituata al rimprovero
e alla mancanza dello sguardo
molto in fretta
lo dici e sei muta
dovresti non dire!
Il nucleo della ribellione
ha le curve di un tradimento
ma porta più lontano
e lontano vedrai chiaramente
che non ha scelta
chi non ha voce.

(In copertina: foto di Raffaele Auteri)

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