Formicaleone

Dove sei di Alice Guerrieri

Mamma come sei bella, profumi di pesca. So che oggi mi annoierò molto, non ci volevo venire qui. La mia scuola è finita e allora perché la tua non chiude mai, neanche d’estate?
Ho caldo, ho sonno e mi sento soffocare.
Chi sono tutte quelle persone che stanno venendo? Perché hai invitato tutti i parenti, anche quelli che non si vedono mai?
Ho paura che scoprano il nostro segreto. Comunque io sono brava e non dirò niente.
Il mio abitino è più bello del tuo, a pois bianco e blu con la gonna a ombrello. Guarda, faccio le piroette. Sembro una fatina, così posso guarirti.
-Perché sei così pallida?-
Hai il vestito blu, sei la principessa del regno stellato.
I tuoi occhi sono pieni di gocce, il trucco ti sporca le guance. I tacchi ti fanno cadere, ci tieni tanto alla moda. Papà non c’è ma nonno è più bravo di lui e mi prende in braccio.
Sono stanca di camminare, quando arriviamo?
Voglio fuggire, voglio tornare a casa a giocare. Qui mi sento a disagio, non so come esprimermi. E tu continui a ripetere, reciti la tua parte. Come sei brava! Da grande voglio diventare come te.
Zio Guido ha in mano un mazzo di fiori gigante, ma lo so solo io perché nessuno lo ha visto ancora. Vuolefarti una sorpresa, dicono che ti fa il filo e io ci credo ma non lo dico al nonno lui non capisce le cose che ti
fanno stare bene.
La nonna ha le scarpe lucide, quella della domenica. Soffre molto il caldo, meno male che ha il suo ventaglio. Si sventola da un’ora, ha il braccio consumato.
Ancora persone, perché sono così eleganti?
Hai detto che è un giorno importante per te e che dopo la recita andremo a festeggiare in gelateria. Non sto più nella pelle, voglio il gelato al pistacchio con la panna montata sopra e la granella di nocciola anche se famale ai denti. Poi mi comperi i braccioli per la spiaggia?
Tutti ti salutano, io non conosco nessuno. Spero tanto che venga Michele, il figlio di zia Lina. Lui è il più simpatico di tutti, mi fa divertire anche se è più grande di me.
Quando si mangia?
-Mammina, sei stanca?-
Loro non capiscono, tu sei la più brava di tutte perché studi fino all’alba, non ti lamenti, mi cucini cose buone, pulisci la casa e stai con i nonni. E poi vai in quel centro benessere a farti curare, per diventare ancora più bella. Anche se non ho capito bene cosa ti fanno perché non ti va di parlare dopo il trattamento, preferisci  sorridere mi accarezzi e ti metti a cantare. Io però lo so che ogni tanto ti fanno soffrire e la tua pelle brucia.
Di notte hai i dolori ma non ti piace farti consolare. Un giorno voglio telefonare al dottore per chiedergli di portarti in un altro resort.
-Che bei capelli!- i tuoi sono speciali (mi hai detto così, che avevano bisogno di una pozione magica per rinascere).
Dammi la mano, posso venire con te nell’aula grande?
Non lasciarmi da sola, non voglio stare con la zia che poi si commuove e mi stritola le dita.Il libro che hai scritto ha la copertina lucida, il colore l’ho scelto io. A nonna il rosso non piace.
Tu parli e il pubblico ti guarda. I professori fanno domande strane, la nonna si agita.
Come sei seria, non sei proprio tu. Però la tua voce mi incanta, come quando mi racconti le storie degli animaletti colorati.
C’è puzza di sudore, spruzzo il profumo come quando siamo sul pullman.
Posso applaudirti? Nonno mi ferma e usciamo tutti. Gioco con Michele, quanta attesa.
Perché non mi prendi in braccio? Sono stanca.
Ti spingono dentro, il teatro ti aspetta. Sali sul palco, quanti complimenti!
Brava, ad maiora! Mi raccomando, vada avanti negli studi. Lei ha talento.
I professori si alzano in piedi, nonna si commuove. Nonno mi bacia e mi bagna con le sue lacrime.
Gli zii urlano, Michele ride. Non ci sto capendo più niente.
Sparano i botti, ho i coriandoli dentro le orecchie. Lo spumante fa gli spruzzi, ti cospargono di attenzioni. Mamma, hai preso più che ottimo o eccellente e mezzo?
Mamma, sei felice finalmente? Andiamo ora?
Gara di selfie, sei sommersa dai regali. I nonni ti abbracciano, non ti vedo. Dove sei?
Mi afferri stampandomi un bacio con schiocco, tutta la guancia del tuo rossetto.
Ballo con Michele.
-Mamma non hai più la faccia bianca!-
Promettimi che non ti ammalerai più perché io divento triste e non mangio, mi rifugio in camera e rompo le bambole. Piango e ho paura della vita. Adesso che hai finito la scuola ti porto al mare e ti compero le patatine rugose alla paprika, quelle che ti piacciono tanto anche se i dottori non ti fanno mangiare cose unte. E poi andiamo in bicicletta in campagna, però pedalo io così non ti stressi.
Facciamo la rincorsa e ci rotoliamo sull’ erba, abbracciamo gli alberi e contiamo le api.
Dirò a nonna di non piangere perché staremo sempre insieme anche se ora sei invisibile.


Alice Guerrieri è nata a Varese nel 1981. Laureata in Storia dell’Arte, vive tra Otranto e Varese e Cagliari, dove lavora all’Università.  Nel 2000 e nel 2002 è stata finalista del Premio Chiara Giovani e nel 2007 ha vinto il Premio Letterario Editoriale “L’ Autore” di Firenze per la sezione saggistica con l’opera La donna nella pittura di Giuseppe De Nittis, l’arte, la moda e la vie moderne poi pubblicata nel 2010 dall’editore Maremmi di Firenze. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, Parigi. Solo andata.

(In copertina: foto di Raffaele Auteri)

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